• Stefano Anzuinelli

DA SCAMPIA A BRESCIA, LE TESTIMONIANZE DI UN PARROCO DI FRONTIERA E DI UN MAGISTRATO

Aggiornamento: 11 mag

DELLA PROCURA DISTRETTUALE ANTIMAFIA


Lunedì scorso abbiamo ospitato presso il nostro liceo per un incontro con gli studenti sul tema della legalità, due nostri ottimi amici, molto diversi e al contempo molto simili: un sacedote, Don Aniello Manganiello della parrocchia di Scampia, il tristemente famoso quartiere alla periferia settentrionale di Napoli e il Dr. Paolo Savio, sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia di Brescia.


Don Aniello Manganiello è stato parroco di Scampia per sedici anni, dal 1994 al 2010, dove ha combattuto la criminalità organizzata, ha tolto alla camorra moltissimi giovani, ha apertamente criticato l’ipocrisia e la superstizione dei criminali che ostentano case piene di immagini sacre e ha rifiutato di amministrare la comunione ai camorristi e di battezzare i loro figli. Per questo motivo, il sacerdote ha subìto minacce e, nonostante le mille difficoltà, è riuscito a compiere un vero miracolo e accendere una luce di legalità e di speranza per il futuro dei giovani che vivono nell’epicentro della camorra.

Tra i giovani strappati alla criminalità, l’ex boss Tonino Torre, che oggi vive di lavori onesti, e Davide Cerullo, ex pusher del clan Di Lauro, che ora è padre di famiglia, scrive libri e gira l’Italia parlando di legalità.



Nonostante questi indubbi successi sociali ed etici, nel 2010 – malgrado le raccolte di firme, le fiaccolate e le petizioni dei residenti di Scampia – Don Manganiello celebra la sua ultima Messa nel quartiere e viene trasferito per “motivi di avvicendamento” a Roma. Dopo il trasferimento, è rimasto a Roma solo tre mesi e nel gennaio 2011, ha chiesto un “anno sabbatico” e ha ripreso la sua battaglia in favore della legalità: nel 2011 ha scritto il libro “Gesù è più forte della camorra. I miei sedici anni a Scampia tra lotta e misericordia” e nel 2012 ha fondato “ULTIMI – Associazione per la legalità e contro le mafie” perchè in Italia, soprattutto tra i giovani c'è una grave disaffezione e un individualismo diffuso.


L’associazione coinvolge i giovani nell'associazionismo e cercare di colmare i vuoti sociali. Già nel 1994, appena arrivato a Scampia, aveva fondato l’associazione sportiva don Guanella, che oggi conta dodici categorie tra cui una che gioca in promozione: tutto calcio sociale, nessuno percepisce un centesimo. L'obiettivo è quello di aggregare, favorire l'amicizia, diffondere i valori del rispetto e della legalità, proporre ai giovani un'altra strada diversa da quella della camorra.


Nel 2014 è nato un secondo progetto editoriale: Legalità e scrittura: in cammino verso Santiago, scritto con il giornalista-editore Mino Grassi. Il libro nasce come una discussione tra i due autori durante il pellegrinaggio intrapreso insieme verso Santiago. Ogni giorno di cammino corrisponde a una tematica, dalla famiglia al potere, dalla Chiesa al matrimonio. Il libro è pensato come sussidio formativo per i più giovani e offre spunti e materiale di riflessione per le scuole, gli oratori e i gruppi associativi.


Nel 2020, dopo 10 anni, Don Aniello torna nella sua Scampia dove trova una situazione purtroppo degradata sia in termini di decoro urbano, che di mancanza di cultura ed educazione. Le figure storiche della camorra sono state sostituite da ragazzi giovani e violenti veri cani sciolti senza regole e pertanto, particolarmente pericolosi.


Il Dr. Paolo Savio, sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia di Brescia, un passato in Sicilia presso la procura di Catania, è un magistrato bresciano che ha coordinato numerose inchieste sulla cellula autonoma della ‘ndrangheta nel Bresciano e al Nord su reati fiscali legati a false fatturazioni per decine di milioni. Da anni, il Dr. Savio è una colonna portante della Direzione distrettuale antimafia e ha diretto le indagini che questa settimana hanno neutralizzato una gang di origine pugliese con appoggi e basisti calabresi che aveva preso di mira la sede di una società portavalori di Calcinato per un colpo che avrebbe fruttato 80 milioni di euro.



Le indagini condotte dal Dr. Savio nel nostro territorio hanno fatto emergere una mafia siciliana che si muove secondo logiche proprie della ‘ndrangheta calabrese: non imprenditori che diventano mafiosi, ma mafiosi che si pongono da imprenditori. Membri delle organizzazioni criminali che non sono più costretti a chiedere il pizzo, ma sono ricevuti nelle sale riunioni dei consigli di amministrazione. Una criminalità organizzata che capisce e intercetta gli interessi di una certa classe imprenditoriale a cui propone un ‘pacchetto’, di servizi di carattere economico e fiscale, ma anche protezione, per esempio nei confronti di potenziali concorrenti o soci di imprese da rilevare in un secondo momento.


Le somme derivanti da queste attività illegali poi vengono reinvestite e confluite in altre attività economiche, sicuramente diverse rispetto a decenni fa: la ristorazione, lo spettacolo, gli alberghi, le agenzie di consulenza, persino il Festival di Sanremo.


L’incontro delle due forti personalità radicalmente impegnati nella lotta contro l’illegalità con i nostri studenti è stato un enorme successo che ci ha costretto a organizzare due appuntamenti per dare al maggior numero di studenti la possibilità di ascoltare, domandare e approfondire. Un’iniziativa che non rimarrà fine a se stessa poiché il Dr. Savio continuerà a cadenza mensile gli incontri con i nostri studenti e i docenti di diritto per un progetto su società e legalità che consentirà ai ragazzi anche di presenziare ai processi di mafia presso il tribunale di Brescia.


Dr. Stefano Anzuinelli

Licei Paritari Isaac Newton™

Founder & CEO

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