• Stefano Anzuinelli

AUGURI DI NATALE 2021

Carissimi tutti,


studentesse e studenti, genitori, colleghe e colleghi,


Anche quest’anno, nonostante le mille difficoltà affrontate, i decreti, i tamponi, i green pass e le quarantene è arrivato il Natale!


L’anno scorso, ci salutammo prima delle vacanze con un invito alla speranza, anche se la fase acuta della pandemia era allora vicina e i vaccini ancora distanti all’orizzonte! Quella promessa è divenuta realtà e oggi la vita a scuola è di fatto caratterizzata da una vigile normalità e in questi primi tre mesi siamo stati risparmiati da classi in quarantena e lockdown mirati!


Quest’anno vorrei condividere con tutti voi la volontà ferma e decisa di resistere vigorosamente alla tentazione di lasciarci andare e di dedicarci quotidianamente al raggiungimento dei nostri obiettivi che, altrimenti, rischiano di sfuggirci dalle mani.


Questi propositi e traguardi possono essere ciclopici, come l'uscita dalla pandemia e la sconfitta del virus, oppure minimi e quotidiani e alla portata di ognuno perché, come nello sport, senza esercizio costante diventiamo svogliati e demotivati e in questi comportamenti non riusciamo a sentirci felici e realizzati! Impegniamoci tutti con perseveranza e fiducia perché il bene comune possa prevalere! Il Natale, assieme alla conclusione di un anno solare, ci stimola a essere attenti e dinamici, sfidando le avversità che questi 22 mesi di COVID ci hanno consegnato!


Allora, care ragazze e cari ragazzi, poiché la pandemia vi ha già tolto abbondanti dosi di sogni e vi ha costretto per lunghissimi periodi in casa, lasciate che condivida con voi ciò che penso da quando ho iniziato a fare il professore e cioè che “compiti delle vacanze” è un concetto che non sono mai riuscito a comprendere, una contrapposizione di termini, un ossimoro indecifrabile: vacanza, infatti, deriva dal latino vacantia, neutro plurale sostantivato di vacans, participio presente di vacare essere vuoto, libero. La vacanza quindi ci sussurra all'orecchio un vuoto piacevolissimo, un vuoto che è sinonimo di libertà.


Quest’anno quindi, vorrei che aveste un solo, importantissimo compito è cioè quello di fare ciò che alla vostra età riuscite a fare meglio: sorvolare con leggerezza e serenità sulle cose che ci circondano, osservare chi è in difficoltà e tendere loro una mano, rivolgendo uno sguardo di gentilezza e comprensione su chi in questo è, o si sente, meno fortunato di noi!


Nel 1988, un anno importantissimo perché è stato l’anno in cui mi sposai con mia moglie Simonetta, uscì un libro per me fondamentale: “Lezioni Americane, sei proposte per il nuovo millennio” di Italo Calvino, basato su una serie di lezioni preparate in vista di un ciclo di sei discorsi da tenere all'Università di Harvard per l'anno accademico 1985-1986, su altrettanti argomenti, uno dei quali è la “Leggerezza”. Cosa intende Calvino con questo termine?


Per Calvino, la leggerezza non corrisponde alla superficialità, bensì a un'elevazione. Un'elevazione necessaria al raggiungimento di maturità, buon senso e serenità. Essere leggeri non significa dunque vivere la propria vita in maniera superflua e superficiale, bensì essere un passo avanti rispetto a chi rincorre l'eccesso.


Allora auguro a tutti voi carissimi un sereno Santo Natale e un felice anno nuovo con le parole di un gigante della letteratura mondiale, Italo Calvino appunto:


“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore. Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose, ci si può spingere a cercare quel che c'è sotto.”



Dr. Stefano Anzuinelli

Licei Paritari Isaac Newton™

Founder & CEO

#study #grow #travel





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