• Stefano Anzuinelli

Vaccini agli adolescenti: solo buone notizie




La situazione

Sulla base dei dati attualmente a disposizione, gli esperti si aspettano che i benefici del vaccino superino i rischi anche nei più piccoli. Comunque, decidere se vaccinare o meno i bambini piccoli richiede ancora un po’ di pazienza, come suggerisce un documento pubblicato dall’”Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri” e non sarà opportuno attivare una politica di questo genere finché i processi di valutazione della sicurezza dei vaccini non saranno terminati; d’altra parte, tutti i vaccini che abbiamo visto funzionare finora negli adulti, funzionano anche nei bambini, quindi non c’è ragione che questa volta sia diverso.


Perché sebbene bambini e adolescenti sperimentino generalmente forme di Covid-19 più lievi rispetto agli adulti, in questa fascia d’età possono tuttavia verificarsi malattie gravi, specialmente in soggetti con condizioni mediche complesse o compromesse da patologie precedenti.


Avendo un ruolo importante nella trasmissione di SARS-CoV-2, quindi la loro vaccinazione può prevenire il contagio e contribuire significativamente all'immunità di gregge. In aggiunta, sappiamo tutti quanto la pandemia abbia interrotto il naturale svolgimento delle lezioni scolastiche e il regolare rapporto sociale degli studenti. Vaccini sicuri ed efficaci, anche per le fasce d’età più giovani, sono quindi di primaria importanza.


I dati confortanti

Il 27 maggio 2021 su “The New England Journal of Medicine”, una tra le più prestigiose riviste mediche “peer-reviewed” (a revisione paritaria), nonché la più antica pubblicata ininterrottamente dal 1812, sono stati divulgati i risultati di uno studio eseguito dal 15 ottobre 2020 al 12 gennaio 2021 su 2260 pazienti di età compresa tra i 12 e i 15 anni dei quali, 1131 hanno ricevuto iniezioni di vaccino Pfizer–BioNTech e 1129 di sostanza placebo.


Come era già stato riscontrato in altri gruppi di età, il vaccino somministrato ha dimostrato un favorevole profilo di sicurezza ed effetti collaterali transitori lievi e moderati, tra cui dolore nel punto dell’iniezione nel 79-86% dei partecipanti, affaticamento nel 60- 66% e cefalea dal 55 al 65%; non è stato registrato alcun evento avverso grave correlato al vaccino.


Ecco perché dovrebbero essere vaccinati anche i bambini e gli adolescenti anche se sembrano essere meno soggetti degli adulti sia all'infezione che alla trasmissione del SARS-CoV-2.


La bella notizia

Il virus nei bambini al di sotto dei 12 anni ha degli effetti paragonabili all’influenza e i primi dati dimostrano che anche la malattia causata dalle varianti ha effetti molto lievi nei piccoli pazienti.

Da uno studio pubblicato su “Nature” alcuni mesi fa si evidenziava che è possibile che i bambini che si infettano senza ammalarsi possano contribuire all’immunità della popolazione. Infatti, probabilmente, saranno proprio gli asintomatici a consentirci di arrivare alla fine della pandemia. Per ora, però, non abbiamo ancora nessuna certezza.

I bambini, comunque, non trasmettono il Sars-CoV-2 così facilmente, come invece avviene negli adulti.


I giovani sono il futuro

Sono tante le domande ancora aperte, ma per Giuseppe Remuzzi, direttore dello stesso istituto “Mario Negri” il punto fermo è che "certamente un giorno bisognerà vaccinare i bambini" e che allora si dovrà "scegliere il momento giusto. Il 'quando' farlo - ha aggiunto - dipende dal Paese in cui ci si trova e dalle dosi disponibili". Come dire: “i giovani salveranno il mondo”, per parafrasare il principe Myškin e la sua “bellezza” ne “L'idiota” di Dostoevskij! D’altronde giovinezza è sempre sinonimo di bellezza. Da quella “Grande” di Sorrentino ad “Anna”, bellissima e giovanissima protagonista dell’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti!

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