• Stefano Anzuinelli

Mattarella nomina gli Alfieri della Repubblica



Il 22 febbraio 2010, con decreto presidenziale, venne istituito l’attestato d’onore “Alfiere della Repubblica”, il cui conferimento ha il fine di mettere in luce eccezionali doti nel campo dello studio, della cultura, della scienza, dell'arte, dello sport e del volontariato e ispirati ad altruismo e solidarietà da parte di minorenni e talvolta giovanissimi, con l’obiettivo che tali atteggiamenti possano divenire occasioni di emulazione e stimolo di crescita e miglioramento per molti.

Alfieri della Repubblica: giovani distintisi nel 2020

Anche quest’anno pertanto, l’11 marzo, il presidente Mattarella ha reso noti i nominativi di 28 giovani “Alfieri” e conferito 3 targhe per azioni collettive, ispirate da altruismo e profondo senso di responsabilità, in particolare in questo delicatissimo periodo di emergenza sanitaria.

Tra tanti esempi di indubbia virtù, e siamo certi ne potremmo citare moltissimi altri, possiamo senza dubbio ricordare il caso dei quattro studenti diciottenni di liceo: Pietro Cappellini, Matteo Mainetti, Jacopo Rangone ed Emanuele Sacco che a maggio dello scorso anno, hanno creato una piattaforma online, pc4u.tech, che unisce domanda e offerta tra chi dispone di un computer un po’ stagionato e chi è alla ricerca di un PC che gli permetta di seguire le lezioni a distanza. Sul sito vengono infatti raccolte sia le donazioni (attraverso un’iniziativa di crowdfunding), che le richieste di dispositivi. Con l’aiuto di un team tecnico, i nostri giovani intraprendenti riescono a ricondizionare i computer e a dare loro nuova vita, rendendoli così adatti per l'utilizzo ai meno fortunati. Il COVID19, come sappiamo, ha evidenziato il tema del divario digitale che, peraltro, non è necessariamente vincolato alla classica quanto scontata disparità nord/sud, quanto a più complesse dinamiche tra grandi e piccoli centri abitati.

Matteo Zini invece, di 15 anni, residente in provincia di Bologna si è adoperato a chiamare al telefono gli anziani isolati in casa durante il primo lockdown, riuscendo a far recapitare la spesa, a fornire le medicine necessarie, e anche a favorire la visita del medico specialistico. Insieme ad alcuni suoi amici coetanei, Matteo ha effettuato quasi 2000 chiamate di “monitoraggio telefonico” per far sapere agli anziani del Comune di Bologna che non sarebbero stati abbandonati e per dare loro indicazioni su come comportarsi nelle fasi dell’emergenza.

Spostiamoci ora più a sud, in provincia di Bari e incontriamo Giuseppe Cassano, 16 anni che ha partecipato alla rete di solidarietà che ha consentito di rafforzare i presidi medici e gli strumenti di protezione nella prima fase della pandemia, quando questi erano particolarmente carenti. Giuseppe ha lavorato incessantemente, ed è riuscito a produrre con la sua stampante 3D ben 90 supporti per visiere di protezione, in plastica biodegradabile, che sono poi stati utilizzati dal personale medico e infermieristico della sua zona. La sua è una storia veramente emblematica poiché, con altri coetanei, ha partecipato alla Rete Solidale Puglia anti-Covid 19, che aveva fatto richiesta a varie istituzioni scolastiche di fornire strumentazione tecnico-informatica proprio per rafforzare i presidi medici. Venuto a conoscenza dell’iniziativa, Giuseppe si è tuffato con entusiasmo in questa impresa, ha modificato la sua stampante 3D, ha cercato il materiale giusto, ha modificato i files di produzione ed è partito, giorno e notte, per stampare più “pezzi” possibile.

No ai luoghi comuni sui giovani, occupiamoci dei loro talenti

Ora, lasciateci dire quanto frequentemente i nostri media si concentrino su una narrativa basata sullo scontro generazionale, sulla gratuita dissertazione della perdita dei sani valori aviti, tanto nostalgica, parruccona e oscurantista quanto sterile.

Non vorremmo perderci quindi in inutili, dotte quanto infruttuose disquisizioni generazionali, citando prestigiosi autori del passato che hanno espresso pareri sconfortanti sui giovani, famosissima a tal proposito quella attribuita a Socrate che nel 470 a. C. sentenziava: "La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, si burla dell'autorità e non ha alcun rispetto degli anziani. I bambini di oggi sono dei tiranni. Non si alzano quando un vecchio entra in una stanza, rispondono male ai genitori. In una parola sono cattivi". Proprio così: Socrate, cinque secoli prima di Cristo si lamentava dei giovani di allora!

In effetti, esempi virtuosi e viziosi li possiamo trovare in maniera totalmente trasversale sia tra i giovani che tra gli anziani e faremmo meglio a non lasciarci prendere da questi inutili pensieri lagnosi. Saremmo più simpatici a tutti, a cominciare dai nostri ragazzi! Preoccuparsi di meno dei giovani e occuparsi di più dei giovani, è certamente un’idea migliore, poiché questa contrapposizione sull’età, finisce fatalmente per divenire un cliché ripetitivo e scontato. Essere anziani non è garanzia di saggezza, come essere giovani non significa automaticamente innovazione e progresso; anzi, spesso, favorire occasioni di dialogo è la migliore soluzione che possiamo inventare affinché questi due mondi non rimangano eternamente paralleli!

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