• Stefano Anzuinelli

Lo Sturm Und Drang, Blanco e il romanticismo della provincia



Lo STURM UND DRANG è il movimento artistico e intellettuale che in Germania tra il 1770 e il 1785 anticipa di un paio di decenni il Pre-Romanticismo inglese. Diciamo subito che, trattandosi di un movimento e non di una scuola, inciderà anche se non cambierà la cultura tedesca dell’epoca.


Il nome tonitruante è scelto da un gruppo di giovani scrittori che si schiera contro l’Illuminismo e il Classicismo, quest’ultimo già poco considerato dai tedeschi in quanto lontano dalla propria tradizione nordica.

Questi giovani scrittori vivono in maniera anticonformista, il loro genere prediletto è quello drammatico e la musica è la forma artistica preferita, in quanto irrazionale e scatenante i sentimenti più intimi. Gli esponenti più noti sono Klinger, Wagner, Goethe, Müller, Schiller, Tieck e Novalis.


Oltre alla passionalità primitiva riconosciuta al filosofo francese Rousseau, un’altra caratteristica degli Stürmer è l’anelito di libertà assoluta, che infrange ogni limite segnato dalle leggi e dalle convenzioni sociali, il culto del genio, l’esaltazione dell’istinto, dei sentimenti, dell’individualismo e la ribellione contro ogni ordine sociale che viene considerato costrittivo. Inoltre, l’avversione al classicismo diviene insofferenza per tutte le regole fisse, da cui nasce un’idea dell’arte come libera espressione della genialità e creatività individuale e spontanea.


L’autore preferito dagli Stürmer è Shakespeare perché non rispetta le regole classiche e le unità aristoteliche di luogo, tempo e azione e viene visto come forza della natura che crea istintivamente.


Ora vi chiederete cosa questo preambolo accademico centri con il tema del giorno e cosa abbia a che fare Riccardo Fabbriconi in arte Blanco, da Calvagese della Riviera, classe 2003 con lo Sturm und Drang e il preromanticismo inglese, vero?


Cominciamo col dire che il disco d’esordio di Blanco è uscito il 10 settembre e oggi, una settimana dopo, occupa tutta la TOP TEN della classifica dei singoli e “Blu Celeste” è al primo posto tra gli album. Inoltre, nelle prime 72 ore, il disco è stato talmente ascoltato in Italia da comparire al terzo posto della classifica dei più ascoltati al mondo su Spotify. Sotto il profilo musicale e mediatico il nostro giovanissimo conterraneo è sicuramente un fenomeno ed è sufficiente digitare il suo nome su Google e selezionare la sezione notizie per trovare decine di articoli su tutta la stampa, radio e televisione nazionale con commenti (quasi totalmente) entusiastici. Come poter quindi trascurare un evento di questa portata!


I suoi primi pezzi sono apparsi sulla piattaforma streaming Soundcloud in un EP dal titolo quanto mai azzeccato “Paranoid Quarantine” che gli procureranno un contratto con Universal. Seguono “Belladonna (Adieu)” e “Notti in Bianco” che diventerà una hit quest’estate raggiungendo il 4° posto della Top Singoli della FIMI. A gennaio 2021 scoppia il caso Blanco con l’uscita del singolo “La Canzone Nostra” prodotto da Mace e con la partecipazione di Salmo che raggiunge la vetta della classifica singoli e ottiene 4 dischi di platino per complessive 280.000 copie vendute. Da quel momento il nostro giovanissimo artista è inarrestabile: “Mi Fai Impazzire” con Sfera Ebbasta al 1° posto per otto settimane e, infine, l’album, di cui abbiamo già detto.


Tuttavia, personalmente, sono interessato a Blanco (come a tutta la scena musicale e artistica contemporanea) in chiave di controcultura giovanile e come elemento d’analisi sociologica in un momento così delicato come l’attuale. Innanzitutto Blanco è un GenZ, cioè un appartenente alla generazione degli adolescenti di oggi e ne condivide gran parte delle caratteristiche precipue: nativi digitali, multitasking, ecologisti, consumatori consapevoli, imprenditori naturali. Inoltre, di lui, mi affascina l’energia irrazionale propria dell’adolescenza, mi piace la purezza rozza e impetuosa, selvaggia e (appunto) romantica.


“Ma sei normale?” chiede sua madre in un vecchio pezzo e chiede anche il padre quando lo vede correre nudo per i boschi dietro casa a Calvagese, scrive di lui Claudio Todesco su Rolling Stone in una bellissima intervista la scorsa settimana. E aggiunge: “...e forse lo chiede anche chi l’ha scoperto nell'ultimo anno. Merito di uno stile senza pose e di canzoni carnali come quelle dell'album “Blu celeste”. Ci voleva uno come lui, un artista senza genere, né regole che viene dalla provincia, per dare una scossa alla musica italiana”.


Ascoltiamo quindi Blanco e i suoi brani. Questo novello e ruspante Stürmer bresciano, ci potrà aiutare a comprendere le caratteristiche uniche, tipiche e peculiari dei nostri amatissimi adolescenti!


Un buon inizio di settimana a tutti!

86 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti